Le basi della SEO per WordPress che tutti dovrebbero conoscere

Le basi della SEO per WordPress che tutti dovrebbero conoscere

Comparire su Google non è questione di fortuna. Con alcune semplici abitudini, motori di ricerca e lettori capiscono meglio il tuo sito.

Hai un sito WordPress, ma Google lo trova a fatica? Raramente è sfortuna. Di solito mancano alcune basi che chiunque può mettere in pratica, anche senza saper programmare.

SEO sta per Search Engine Optimization, cioè ottimizzazione per i motori di ricerca. Indica tutto ciò che aiuta i motori di ricerca a capire le tue pagine e a mostrarle alle persone che cercano proprio quei contenuti. Non esiste una formula segreta. Google stesso dice che i contenuti devono essere scritti prima di tutto per le persone.

INDICE

  1. Prima di iniziare: due impostazioni da controllare
  2. Titoli, intestazioni e URL
  3. Testi e meta description
  4. Ottimizzare le immagini
  5. Velocità e Core Web Vitals
  6. Plugin SEO: a cosa servono
  7. Google Search Console e link interni
  8. Conclusione e checklist

1. Prima di iniziare: due impostazioni da controllare

Prima di ottimizzare i testi, controlla due impostazioni nella bacheca di WordPress. Richiedono un minuto, ma hanno un grande effetto.

-Visibilità per i motori di ricerca. Vai su Impostazioni → Lettura.
Qui trovi l’opzione “Scoraggia i motori di ricerca dall’effettuare l’indicizzazione di questo sito”. Molti la attivano durante lo sviluppo e poi se ne dimenticano. Se è attiva, WordPress chiede ai motori di ricerca di non indicizzare il sito. Dopo la pubblicazione, quindi, devi togliere la spunta.

-Permalink. Vai su Impostazioni → Permalink.
Qui decidi come sono fatti gli indirizzi delle tue pagine. La scelta migliore è “Nome articolo”. Così un indirizzo diventa per esempio tuosito.it/seo-wordpress-basi/ invece di tuosito.it/?p=123.

Scegli questa struttura fin dall’inizio, se possibile. Se la cambi in seguito, ti servono dei reindirizzamenti (redirect 301) dai vecchi ai nuovi indirizzi. Altrimenti i link esistenti portano a pagine che non esistono più.

2. Titoli, intestazioni e URL

Titoli, intestazioni e URL sono la prima cosa che i motori di ricerca leggono. Per questo devono dire chiaramente di cosa parla la pagina.

– Il titolo nei risultati di ricerca

Ogni pagina ha due titoli. Il primo è il titolo visibile nell’articolo, l’H1. Il secondo è il titolo SEO (title tag), che i motori di ricerca mostrano nei risultati. In WordPress il titolo dell’articolo diventa automaticamente l’H1. Il titolo SEO lo imposti nel plugin SEO.

I due titoli possono essere diversi, ma devono essere coerenti. Altrimenti Google può riscrivere il titolo SEO, per esempio usando il testo dell’H1.

Alcune regole utili:

  • Ogni pagina ha un titolo diverso.
  • Le parole più importanti vanno all’inizio, perché i motori di ricerca accorciano i titoli lunghi.
  • Non ripetere più volte la stessa parola.
  • Il nome del sito va alla fine, in breve, separato da “-” o “|”.

Leggi anche: “Come scrivere sul web (per gli utenti e per la SEO)“

– Intestazioni con una struttura chiara

Le intestazioni organizzano il testo come un indice. C’è un solo H1 per pagina, poi gli H2 per le sezioni principali e gli H3 per i sottopunti. Non saltare nessun livello.

Nell’editor a blocchi scegli il livello direttamente nel blocco Titolo. Nella vista elenco, la scheda Struttura ti mostra se l’ordine è corretto. Una struttura pulita aiuta anche chi usa uno screen reader.

– URL brevi e chiari

Google consiglia URL con parole comprensibili. La parte dopo il dominio si chiama slug. La trovi nella barra laterale dell’editor, nel campo Slug.

Riduci lo slug alle parole chiave. Per esempio come-ottimizzare-il-tuo-sito-wordpress-per-google diventa ottimizzare-wordpress-google. Dopo la pubblicazione è meglio non cambiare più lo slug.

3. Testi e meta description

Un buon testo risponde alla domanda che qualcuno scrive in un motore di ricerca. Prima di scrivere chiediti: cosa cerca il mio pubblico, e con quali parole?

– Scrivere per le persone

Usa queste parole di ricerca (keyword) in modo naturale nel testo: nel titolo, nell’introduzione e in un’intestazione. Però non ripeterle di continuo. Il cosiddetto keyword stuffing è contro le regole di Google.

Non esiste nemmeno una lunghezza ideale. Google dice chiaramente che non preferisce un numero preciso di parole. Un testo è lungo abbastanza quando risponde del tutto alla domanda.

Alcuni consigli per rendere il testo più leggibile:

  • Frasi brevi e paragrafi brevi
  • Elenchi puntati per le liste
  • Prima l’informazione più importante
  • Un autore visibile con una breve biografia, perché crea fiducia

– La meta description

La meta description è il breve testo sotto il titolo nei risultati di ricerca. Non influisce direttamente sul posizionamento. Però spesso decide se qualcuno clicca sul tuo risultato.

Scrivi per ogni pagina una descrizione diversa, in una o due frasi. Riassume il contenuto e indica il vantaggio per chi legge. Come riferimento valgono circa 150-160 caratteri, perché Google taglia i testi più lunghi.

WordPress da solo non ha un campo per la meta description. La inserisci nel plugin SEO, di solito sotto l’editor. Google non la mostra sempre: se una frase del tuo testo corrisponde meglio alla ricerca, Google usa quella.

L'anteprima su Google e i campi per titolo SEO, slug e meta description nel plugin Yoast SEO. Screenshot: Scuola WP.

L’anteprima su Google e i campi per titolo SEO, slug e meta description nel plugin Yoast SEO. Screenshot: Scuola WP.

4. Ottimizzare le immagini

Le immagini rendono i contenuti più chiari. Perché i motori di ricerca le capiscano e non rallentino la pagina, bastano quattro passi:

  1. Rinomina il file. Prima del caricamento dai all’immagine un nome breve e descrittivo, per esempio gattino-nero.jpg invece di IMG00023.JPG.
  2. Riduci l’immagine. Le foto della fotocamera o dello smartphone sono spesso troppo grandi. Per la maggior parte dei siti basta una larghezza di circa 1.920 pixel. Strumenti gratuiti come Squoosh comprimono ancora di più l’immagine.
  3. Scegli un formato moderno. WebP e AVIF sono molto più leggeri del JPEG. WordPress supporta WebP e, dalla versione 6.5, anche AVIF, se il server lo permette.
  4. Scrivi il testo alternativo. Il testo alternativo (alt text) descrive cosa mostra l’immagine. Aiuta i motori di ricerca e le persone che non possono vedere l’immagine. Nell’editor a blocchi trovi il campo nella barra laterale del blocco Immagine.

Un buon testo alternativo è concreto, ma breve. “Cane” è troppo poco, “Cucciolo di dalmata che gioca con una palla” è meglio. Non iniziare con “Immagine di” e non riempire il testo di keyword.

Molte cose WordPress le fa già da solo: crea diverse dimensioni dell’immagine per i vari schermi e carica le immagini più in basso solo quando ci arrivi scorrendo la pagina (lazy loading). Per questo non ti serve un plugin in più.

Leggi anche: “Come ottimizzare le immagini in ottica SEO“

5. Velocità e Core Web Vitals

Un sito veloce è più piacevole per chi lo visita e conta anche per i motori di ricerca. È un segnale tra tanti: un buon contenuto resta più importante, ma se le pagine sono lente i visitatori se ne vanno.

Google misura l’esperienza utente con tre valori, i Core Web Vitals:

Core Web Vitals

Puoi controllare i tuoi valori gratis con PageSpeed Insights o in Google Search Console. Per iniziare ti aiutano questi passi:

  • Un tema leggero invece di un page builder pesante
  • Solo i plugin che usi davvero
  • Attivare la cache, tramite l’hosting o un plugin
  • Immagini ottimizzate, come descritto sopra

Molto dipende anche dall’hosting. Un server con una versione di PHP aggiornata e una cache integrata rende WordPress molto più veloce.

Per approfondire il tema della velocità, leggi l’articolo “WordPress veloce: le scelte che contano davvero“

6. Plugin SEO: a cosa servono

WordPress include già molte basi della SEO, ma non tutte. Per il titolo SEO e la meta description ti serve un plugin SEO.

Un buon plugin SEO si occupa, tra le altre cose, di:

  • Campi per inserire titolo SEO e meta description
  • Anteprima di come appare la pagina su Google
  • Una sitemap XML, cioè un elenco di tutte le pagine per i motori di ricerca
  • Impostazioni per indicare quali pagine i motori di ricerca non devono indicizzare (per esempio le pagine di ringraziamento)
  • Dati per l’anteprima sui social network

I plugin più conosciuti sono gratuiti nella directory di WordPress:

Plugin SEO per WordPress

Dati di settembre 2026, fonte: wordpress.org.

Installa un solo plugin SEO. Due plugin insieme creano dati doppi e possono entrare in conflitto.

Molti plugin mostrano un semaforo verde quando il testo è “ottimizzato”. È un promemoria utile, ma non garantisce un buon posizionamento. Quello che conta è se il testo risponde alla domanda di chi legge.

7. Google Search Console e link interni

Google Search Console è uno strumento gratuito di Google. Ti mostra come Google vede il tuo sito.

Ecco come iniziare:

  1. Accedi con il tuo account Google e aggiungi il tuo sito.
  2. Conferma che il sito è tuo. Molti plugin SEO ti aiutano in questo passaggio.
  3. Invia la tua sitemap XML. WordPress la crea automaticamente all’indirizzo /wp-sitemap.xml. Se usi un plugin SEO, la sitemap ha spesso un altro indirizzo, per esempio con Yoast /sitemap_index.xml.
  4. Dopo qualche giorno guarda i report: quali pagine sono indicizzate? Con quali ricerche le persone ti trovano?

– Link interni

Collega tra loro gli articoli che trattano temi vicini. Così chi legge trova altri contenuti, e i motori di ricerca capiscono meglio i collegamenti all’interno del tuo sito.

È importante usare un testo del link descrittivo. Scrivi quindi “guida per aggiornare WordPress in sicurezza” invece di “fai clic qui”. Anche per le categorie vale la stessa regola: meglio poche categorie chiare che tante quasi vuote.

Leggi anche: “L’importanza della link building per il posizionamento su Google“

8. Conclusione e checklist

La maggior parte delle basi della SEO sono abitudini da ripetere con ogni articolo. Se le segui, rendi le cose facili ai motori di ricerca e a chi legge.

Puoi usare questa checklist prima di ogni pubblicazione:

  • ☐ Il sito è visibile ai motori di ricerca (Impostazioni → Lettura).
  • ☐ I permalink sono impostati su “Nome articolo”.
  • ☐ L’articolo ha un H1 chiaro e intestazioni H2 e H3 in ordine logico.
  • ☐ Lo slug è breve e contiene le parole più importanti.
  • ☐ Titolo SEO e meta description sono inseriti e unici.
  • ☐ Il testo risponde alla domanda di chi legge, senza ripetere le keyword.
  • ☐ Tutte le immagini sono ridotte, hanno un nome chiaro e un testo alternativo.
  • ☐ L’articolo ha link ad altri contenuti del sito sullo stesso tema.
  • ☐ La sitemap è stata inviata a Google Search Console.

Dopo, controlla regolarmente Google Search Console. Lì vedi cosa cercano davvero i tuoi visitatori e puoi adattare i tuoi testi.

Una buona SEO parte dai contenuti e poggia su basi tecniche solide: per mettere in pratica questi consigli, scegli un hosting ottimizzato per il tuo sito. Scopri l’Hosting per WordPress di Register.it e dai al tuo progetto una base veloce, sicura e affidabile.

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