Cosa cambia con “Gene” per chi vuole pagine belle (anche senza essere designer) e per chi i siti li fa sul serio.
Ok, parliamo di design. Quello vero.
Non del tipo “metto un’immagine qui e una lì”. Intendo pagine coerenti, gerarchie chiare, titoli che non sembrano urlare, spazi che respirano, e un sito che non dà l’impressione di essere stato assemblato alle 2 di notte, dopo una sbronza, dal cugino del tuo capo.
Con WordPress 6.9 “Gene” la direzione è sempre la stessa: rendere il lavoro più fluido, soprattutto su impaginazione e coerenza visiva.
E questa è una buona notizia sia se:
- hai già un sito e vuoi sistemarlo senza perdere mezza giornata;
- stai partendo da zero e vuoi evitare l’effetto “template anonimo”;
- sei skillato e vuoi lavorare più velocemente (e litigare meno con i dettagli).
Vediamo cosa significa davvero.
- Il punto non è fare grafica.
- Se non sei designer: cosa ti cambia.
- Se sei skillato: la parte “figa” è che risparmi tempo sulle rifiniture.
- Una verità un po’ scomoda: i blocchi funzionano, ma serve un metodo.
- Come usare queste novità senza fare danni (mini-checklist pratica).
- Cosa ti ho raccontato?
Il punto non è fare grafica.
Il punto è far percepire il sito come professionale.
Quando un sito funziona visivamente di solito non è perché ha effetti speciali.
È perché ha 3 cose, sempre:
- coerenza (colori, font, stile);
- gerarchia (si capisce cosa leggere e cosa fare);
- spaziatura (niente muri di testo e cose attaccate ovunque).
Il problema? In tanti casi arrivarci su WordPress è possibile, sì, ma a volte è più impegnativo di quanto dovrebbe.
Gene continua a spingere perché l’editor e gli strumenti di design siano più pratici, meno a incastro, più sensati nel flusso.
Se non sei designer: cosa ti cambia.
1) Scegliere uno stile e rimanere coerente diventa più facile.
Il classico errore dei siti fatti in casa è questo:
- una pagina è ok;
- la seconda sembra un altro sito;
- la terza è “boh”, è come la coperta fatta a mano effetto patchwork.
Quando WordPress migliora i design tools, il valore per te equivale ameno decisioni inutili e più coerenza automatica.
Cioè ti muovi dentro un sistema che ti aiuta a non fare troppo casino.
2) Impaginare non dovrebbe essere un percorso a ostacoli.
Ci sono cose che dovrebbero essere banali:
- sistemare un titolo;
- allineare una sezione;
- rendere leggibile una pagina servizi.
Se ogni micro-modifica diventa “apro pannelli, cerco impostazioni, provo, annullo, riprovo”, dopo un po’ molli. È normale. Ed è proprio quello che nessuno vorrebbe.
Gene va nella direzione opposta: rendere più lineare questo tipo di lavoro, con strumenti più chiari e un editor che ti accompagna se vuoi fare una pagina un po’ più curata.
Se sei skillato: la parte “figa” è che risparmi tempo sulle rifiniture.
Chi fa siti per lavoro lo sa: il grosso del tempo non lo perdi su creare la pagina.
Lo perdi sulle rifiniture:
- spaziature che non tornano;
- titoli incoerenti;
- componenti riutilizzati male;
- correzioni rapide che diventano mezz’ora di micro-click.
Quando WordPress rende più sensato il lato design, per te significa:
- meno complessità nel workflow;
- più velocità nel portare un sito da “ok” a “fatto bene”;
- meno ping-pong con clienti (“mi fai questo un filo più grande? no, non così grande…”).
E questa roba, sul serio, è dove si guadagnano ore.
Una verità un po’ scomoda: i blocchi funzionano, ma serve un metodo.
I blocchi in WordPress sono potenti.
Il problema è che se li usi “a sentimento”, senza uno stile coerente, ottieni l’effetto Lego: ogni pezzo è bello, ma l’insieme è confuso.
La direzione di Gene (e più in generale dell’evoluzione dell’editor) è proprio questa: aiutarti a costruire con più coerenza, non solo con più libertà.
E qui ci sta benissimo anche il nostro approccio: su Register.it, WordPress arriva già con AI Site Assistant integrato, che ti aiuta nella fase iniziale (struttura, contenuti, impostazione) e poi nel lavoro quotidiano. Provare per credere.
Non perché il design te lo “inventa” al posto tuo, ma perché:
- ti fa partire con una base ordinata;
- ti aiuta a evitare il blocco da pagina bianca;
- ti permette di fare modifiche senza perderti nella dashboard.
Se hai poco tempo, questo fa differenza. Se non sei skillato, anche!
Come usare queste novità senza fare danni (mini-checklist pratica).
Ti lascio una checklist semplice. Non da designer. Da persona normale che vuole un sito bello e leggibile.
Quando sistemi le pagine, controlla:
- I titoli sono coerenti? (stesso stile, stessa gerarchia);
- Le sezioni respirano? (spaziatura: se è tutto attaccato, sembra “cheap”);
- La call-to-action si vede? (pulsante chiaro, non nascosto);
- I testi sono leggibili? (paragrafi corti, niente muri, fanno scappare tutti!).
E se sei un po’ più smanettone:
- pensa la pagina come un percorso logico (chi sei → perché fidarsi di te → cosa fai → cosa deve fare l’utente);
- riusa blocchi e pattern in modo coerente;
- evita “ritocchini creativi” qua e là che poi ti esplodono in faccia.
Cosa ti ho raccontato?
In poche parole:
- WordPress sta spingendo su strumenti di design più pratici e coerenti;
- per chi non è designer: meno caos e pagine più pulite;
- per chi è skillato: più velocità nelle rifiniture e nel mantenere coerenza.
E questa parte è fondamentale per il pezzo successivo, perché quando il design è sotto controllo, la domanda diventa: “Ok, il sito è solido. Ma sotto il cofano? È veloce? È usabile? Regge?”. Lo scopriremo.
Nel prossimo articolo parliamo di fondamenta: performance e accessibilità spiegate senza fare i professori.
Perché sì, sono temi tecnici, ma l’effetto è concreto: o le persone restano sul sito, o scappano.
Questo articolo fa parte di una serie di 7 contenuti dedicati a spiegare come funziona WordPress oggi e cosa è cambiato negli ultimi aggiornamenti.
Leggi gli altri articoli della serie qui:
Ogni articolo affronta un tema preciso (editor, struttura delle pagine, performance, AI) con esempi pratici e senza tecnicismi inutili, per chi ha già un sito e per chi sta pensando di crearne uno.
1. WordPress 6.9 “Gene”: cosa cambia.
2. WordPress come workspace: meno caos, più lavoro
3. Design in WordPress: meno “lotta coi blocchi”, più risultati puliti.
4. WordPress più veloce e più accessibile.
Fin da piccola comprende che le Barbie sono un’ottima merce di scambio per ottenere le tanto bramate macchinine dai suoi compagni di gioco. I computer sono stati nella sua vita sin da quando era in fasce e ha sempre amato tutto ciò che riguarda i pixel. Nata come webmaster, nerd e appassionata di grafica, amante di viaggi e teatro, spera che un giorno gli informatici facciano amicizia col senso dell’estetica e i copy imparino l’italiano.
