Come personalizzare i risultati di ricerca con le “Fonti Preferite” di Google

Come personalizzare i risultati di ricerca con le "Fonti Preferite" di Google

La nuova funzione di personalizzazione della ricerca permette agli utenti di scegliere i propri siti di riferimento: ecco cosa significa per chi gestisce un business online.

Dopo una fase di lancio negli Stati Uniti, Google ha recentemente introdotto anche in Italia la funzionalità “Fonti Preferite”. Questa novità rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui gli utenti interagiscono con i risultati di ricerca: non è più solo l’algoritmo di Google a scegliere quali risultati mostrare, ma è l’utente a scegliere attivamente  qauli sitisiti far comparire più spesso nelle proprie ricerche  indicando a Google quale fonte ritiene più autorevole.

Come funziona “Fonti Preferite” per l’utente

Il funzionamento della nuova feature è immediato e intuitivo. Effettuando una ricerca su una notizia di attualità nella barra di ricerca di Google, l’utente troverà una nuova icona a forma di stellina posizionata in alto a destra, sopra il box delle “Notizie principali”.

Cliccando sull’icona, è possibile cercare e selezionare un sito specifico, blog.register.it ad esempio, per inserirlo nel proprio elenco personalizzato.

Una volta aggiunta una fonte, i contenuti di quel sito avranno una corsia preferenziale: appariranno sia nella classica sezione delle notizie che in un’area inedita denominata “Dalle tue fonti”.

Gli utenti mantengono comunque il pieno controllo, potendo modificare le proprie preferenze in ogni momento attraverso le impostazioni del profilo Google, sotto la voce “Ricerca personalizzata”.

L’impatto sulla SEO: non un ranking globale, ma una spinta al CTR

Da un punto di vista tecnico, è essenziale chiarire che il numero di “stelline” ricevute non agisce come un fattore di posizionamento globale. Google non utilizza questa funzione come un concorso di popolarità per decidere chi debba scalare la SERP (Search Engine Results Page) per tutti gli utenti. La personalizzazione agisce esclusivamente sul singolo profilo che ha espresso la preferenza.

Anche se non c’è una correlazione immediata, i vantaggi indiretti per la SEO sono straordinari:

  • Aumento del CTR: I test condotti da Google indicano che un utente ha il doppio delle probabilità di cliccare su un sito dopo averlo aggiunto alle proprie fonti preferite.
  • Segnali di User Experience: Un traffico ricorrente e fidelizzato invia a Google segnali positivi di rilevanza e affidabilità, migliorando la percezione dell’autorità del sito (E-E-A-T).
  • Dati d’uso significativi: Durante i test, gli utenti hanno già selezionato oltre 200.000 siti unici e più della metà di loro ha scelto almeno quattro fonti diverse, dimostrando un interesse attivo verso questa personalizzazione.

Dalla SEO alla GEO: l’importanza dell’autorità del Brand

L’introduzione delle “Fonti Preferite” si inserisce perfettamente nel nuovo panorama della GEO (Generative Engine Optimization). Mentre la SEO tradizionale si concentra su keyword e link, la GEO mira a rendere un brand una “fonte autorevole” per i motori di ricerca basati su intelligenza artificiale, come le AI Overviews di Google o Gemini.

Essere scelti come fonte preferita da una vasta base di utenti aiuta a consolidare il brand come un “nodo autorevole” nel web. Più persone leggono e scelgono un sito regolarmente, più aumentano le menzioni naturali, le condivisioni e lo share of voice. Questi elementi sono i pilastri che portano le AI a citare un sito come fonte attendibile nelle risposte generate automaticamente.

Leggi anche “Come farti citare dall’intelligenza artificiale

Farsi scegliere: La nuova frontiera del Branding nell’era della personalizzazione

Per i proprietari di siti web e professionisti del marketing, la sfida non è più solo “posizionarsi”, ma “farsi scegliere”. Google non si affida più solo a algoritmi imperscrutabili, ma concede all’utente il potere di condizionare attivamente le proprie fonti informative.

Incentivare i propri lettori a cliccare sulla “stellina” di Google può diventare una strategia di branding vincente per assicurarsi una visibilità costante e duratura in un ecosistema digitale sempre più personalizzato.

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