Ok, adesso tocca alle due parole che fanno sbadigliare metà utenti: performance e accessibilità.
Lo so. Sembrano roba da checklist, da sviluppatori, da “poi ci pensiamo”.
Peccato che nella vita reale significano due cose molto semplici:
Quindi sì: sono “tecnicismi”. Ma con un impatto molto reale. E molto misurabile.
Con WordPress 6.9 “Gene” l’idea è continuare a rendere WordPress più solido, più efficiente, più leggibile, più affidabile. Non per fare bella figura, ma per far funzionare meglio i siti veri.
Non serve girarci intorno, sul web la pazienza è quella che è.
Se una pagina ci mette troppo a caricarsi, l’utente non pensa “che bel progetto, aspettiamo”. Pensa che è rotto, o che “fa pietà”.
E no, non riguarda solo l’e-commerce. Riguarda:
Vuoi prenotare il ristorante ma prima vedere il menù? Se il sito è lento cosa fai? Abbandoni, chiaro, lo faccio anche io.
Non stiamo parlando di una singola “feature turbo”.
Stiamo parlando di lavoro di fino sulle fondamenta, che nel tempo si traduce in:
WordPress continua a ottimizzare il suo modo di funzionare inside, così il tuo sito non soffre ogni volta che aggiungi contenuti, blocchi, immagini, layout più ricchi.
Performance non è mai solo WordPress. È l’insieme:
Per questo, quando parlo di WordPress che migliora le basi, mi viene naturale dire una cosa: se vuoi che queste migliorie si traducano in valore vero, serve anche un contesto giusto.
Accessibilità è un termine che viene spesso trattato male:
Poi succede che il tuo sito lo vedono anche persone con schermi piccoli, connessioni scarse, vista stanca, mani occupate, luce pessima, o semplicemente poca pazienza.
Accessibilità significa che il sito è:
E se è più usabile da tutti, indovina? Funziona meglio per chiunque.
Anche qui non parliamo di un bottone accessibilità.
Parliamo di miglioramenti continui che puntano a rendere l’esperienza più pulita e più solida, soprattutto nei componenti e nei flussi di interazione.
In pratica, si rompono meno cose al variare di dispositivo o modalità d’uso.
Ti lascio un mini-check molto basico.
E se usare il tuo sito pesa a te, figuriamoci ai tuoi visitatori.
Se sei all’inizio, la cosa migliore che puoi fare è non creare un sito pesante per sembrare professionale.
Professionalità non è metto tutto.
Professionalità è: caricamento veloce, contenuti chiari, call-to-action leggibile, struttura pulita, ordine!
Meno caos, più controllo.
Se sei uno che ci mette mano davvero, la parte interessante è che
WordPress continua a investire nel fatto che un sito moderno è fatto di blocchi, pattern, layout ricchi, ma deve restare performante e usabile.
Quindi per te Gene è un segnale che WordPress non sta andando verso più features a caso, ma verso “più solidità per reggere tutto il resto”.
Ed è la premessa necessaria per parlare della parte AI seriamente.
Perché l’AI sopra una base fragile è solo un giocattolo.
Sopra una base solida, invece, diventa una leva.
Ora che abbiamo chiarito le fondamenta, è il momento di entrare nella parte più interessante: l’AI Experiments Plugin e perché WordPress sta costruendo un’architettura basata su agenti e “abilità” invece di buttare dentro due feature e sperare che basti. Scoprilo nel prossimo articolo.
Questo articolo fa parte di una serie di 7 contenuti dedicati a spiegare come funziona WordPress oggi e cosa è cambiato negli ultimi aggiornamenti.
Leggi gli altri articoli della serie qui:
Ogni articolo affronta un tema preciso (editor, struttura delle pagine, performance, AI) con esempi pratici e senza tecnicismi inutili, per chi ha già un sito e per chi sta pensando di crearne uno.
1. WordPress 6.9 “Gene”: cosa cambia.
2. WordPress come workspace: meno caos, più lavoro
3. Design in WordPress: meno “lotta coi blocchi”, più risultati puliti.
4. WordPress più veloce e più accessibile.
Fin da piccola comprende che le Barbie sono un’ottima merce di scambio per ottenere le tanto bramate macchinine dai suoi compagni di gioco. I computer sono stati nella sua vita sin da quando era in fasce e ha sempre amato tutto ciò che riguarda i pixel. Nata come webmaster, nerd e appassionata di grafica, amante di viaggi e teatro, spera che un giorno gli informatici facciano amicizia col senso dell’estetica e i copy imparino l’italiano.
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