Telegram e la sfida del dominio .gram

Telegram e la sfida del dominio .gram

Dalla complessa approvazione ICANN ai vantaggi di un brand TLD: perché Pavel Durov vuole un’estensione proprietaria e cosa cambia rispetto alla classica registrazione di un dominio.

Il fondatore di Telegram Pavel Durov ha recentemente annunciato su X che la sua azienda ha presentato una richiesta ufficiale a ICANN per l’ottenere la gestione del dominio di primo livello .gram.

La richiesta è stata inoltrata nella finestra di candidatura dei Brand TLD 2026, la prima del genere dal 2012.

Non si tratta di una semplice operazione di marketing o di un vezzo estetico per accorciare gli URL: è una mossa strategica volta a garantire l’indipendenza infrastrutturale.

Vediamo insieme i dettagli di questa operazione e le differenze rispetto alla classica registrazione di un nome di dominio. 

Il percorso verso il dominio .gram
Telegram: Da Registrant a Registry Operator
Perchè Telegram vuole la propria estensione .gram? Il caso “t.me”
L’ecosistema “username.gram”: SEO e identità digitale
Protezione del Brand online con Register.it

Il percorso verso il dominio .gram

Il sistema dei nomi di dominio è governato dall’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) che, il 12 agosto, ha chiuso la finestra di candidatura per nuovi gTLD aperta ad Aprile.

Sono state presentate oltre 1.600 richieste primarie e 1.100 stringhe alternative. Telegram si trova, quindi, ora in una lunga coda burocratica che non vedrà la luce prima del 2027.

L’iter di approvazione di ICANN è rigoroso e prevede tappe cruciali che possono richiedere mesi:

  • Ottobre 2026: Pubblicazione della lista ufficiale delle stringhe candidate.
  • Valutazione tecnica e finanziaria: Un esame minuzioso della capacità di gestire un’infrastruttura critica.
  • Risoluzione delle contese e stipula dei contratti: La fase più delicata, dove si inseriscono le obiezioni di terze parti.

In questo percorso, il rischio principale per Telegram si chiama Meta. All’interno del framework ICANN, esiste, infatti, una procedura specifica denominata “String Similarity Review”. Il colosso di Menlo Park potrebbe sollevare un’obiezione per “String Confusion”, sostenendo che il TLD .gram sia troppo simile, visivamente e foneticamente, al brand Instagram.

Se ICANN dovesse accogliere tale obiezione, la candidatura di Telegram potrebbe essere bloccata ben prima di arrivare alla fase tecnica.

Telegram: Da Registrant a Registry Operator

Per comprendere la portata di questa mossa, è necessario analizzare il triangolo Registry-Registrar-Registrant che regola la registrazione dei nomi a dominio.

Telegram fino ad oggi è stato un semplice Registrant (assegnatario), dipendente da un Registrar (il rivenditore, come Register.it) che a sua volta risponde a un Registry (il gestore dell’estensione).

Diventare un Registry Operator significa per Telegram scalare la piramide e posizionarsi al vertice. Non sarà più un cliente del mercato retail, ma diventerà l’autorità sovrana dell’intera DNS zone file del .gram.
Questo salto richiede garanzie finanziarie e tecniche immense, poiché l’azienda dovrà operare come un’infrastruttura critica di rete.

Il vantaggio? Possedere il registro significa non dover più negoziare con intermediari che possono, in qualsiasi momento, sospendere un dominio per policy interne.

Perchè Telegram vuole la propria estensione .gram? Il caso “t.me”

La necessità di Telegram del .gram nasce dalle cicatrici lasciate dal dominio t.me. Telegram utilizza l’estensione di primo livello nazionale (ccTLD) del Montenegro (.me) per la sua funzione di URL shortener. A luglio 2024, il registrar GoDaddy ha sospeso il dominio t.me per quasi 24 ore per conformarsi ai requisiti dell’OFAC (Office of Foreign Assets Control) degli Stati Uniti.

Il motivo è sistemico: è bastato che un singolo link presente sulla piattaforma portasse a un’entità inserita in una “lista nera” perché l’intero dominio t.me venisse “nukato” dal dipartimento di compliance del registrar.

Un TLD proprietario permetterebbe a Telegram di gestire internamente questi casi, eludendo sospensioni arbitrarie e garantendo la Business Continuity.

L’ecosistema “username.gram”: SEO e identità digitale

I domini di primo livello riservati ai brand esistono già e Google e Amazon hanno già i propri. Se Telegram otterrà il .gram, entrerà quindi in una sorta di “club d’élite”.

La visione di Durov del suo brand .tld è ancora più potente perchè, in base a quello che ha comunucato su X il 18 Agosto, intende trasformare ogni account in un nodo indipendente della rete: www.username.gram.

Questo scenario apre opportunità enormi in termini di Brand Protection e SEO per due ragioni principali:

  • Brand SERP Control: Il controllo totale sui risultati di ricerca per le proprie keyword proprietarie, eliminando il “trust gap” dei link abbreviati generici.
  • Identità digitale sovrana: Ogni utente avrebbe un indirizzo che è parte integrante di un ecosistema protetto e non censurabile.

Protezione del Brand online con Register.it

La straordinaria finestra di candidatura ICANN per richiedere un Brand TLD proprietario si è ormai conclusa ufficialmente il 12 agosto 2026, ma la lezione offerta dal caso Telegram rimane di fondamentale importanza per qualsiasi azienda: la sicurezza, la reputazione e il controllo della propria presenza sul web non possono essere lasciati al caso.

Sebbene la creazione di un’estensione personalizzata non sia più, al momento, un’opzione percorribile, proteggere l’identità aziendale in rete resta una priorità assoluta per evitare furti di identità o perdite di traffico qualificato.

Per questo motivo, Register.it offre un ecosistema completo di servizi di Online Brand Protection pensati per blindare il tuo marchio sul web.

Leggi anche “Online Brand Protection, cos’è e come mai è così importante

Anche senza un’estensione proprietaria, puoi difendere il tuo business grazie a servizi professionali come:

  • il monitoraggio costante e preventivo contro il cybersquatting,
  • la registrazione strategica e difensiva di domini strategici a livello globale,
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