Dal laboratorio all’uso quotidiano
Siamo arrivati al punto che interessa a tutti.
Ok, WordPress migliora workflow, editor, performance. Ok, esiste l’AI Experiments Plugin con dentro Abilities API, MCP Adapter e tutto il pacchetto più tecnico.
Ma la domanda vera è questa:
“Che cosa ci faccio?”
Se la risposta fosse “una nuova sigla e un paio di API”, potremmo chiuderla qui e tornare a litigare con i blocchi.
La realtà è che WordPress sta costruendo un percorso abbastanza chiaro: rendere l’AI una parte integrata del lavoro sul sito. Non una cosa appiccicata sopra.
E quando una cosa è integrata bene, succedono due cose importanti:
- diventa più facile da usare per chi non è tecnico
- diventa più affidabile per chi è skillato
Vediamo come si traduce nella vita reale, senza fantascienza.
- Il punto chiave: l’AI serve se riduce frizioni, non se “fa cose”.
- Cosa cambia per chi ha già un sito WordPress.
- Cosa cambia per chi deve ancora creare un sito.
- La parte interessante per chi è skillato.
- Cosa NON aspettarti.
- Come iniziare subito con WordPress.
Il punto chiave: l’AI serve se riduce frizioni, non se “fa cose”.
L’AI non è utile perché “genera testo”.
È utile se ti fa risparmiare tempo su attività ripetitive e ti aiuta a prendere decisioni più velocemente.
Per farlo, deve avere quattro caratteristiche molto concrete:
- contesto (capire sito, pagine, obiettivo);
- limiti (cosa può fare e cosa no);
- integrazione (editor, workflow, componenti);
- affidabilità (non scoppiare a ogni aggiornamento).
È esattamente il motivo per cui WordPress sta investendo nelle fondamenta. Non per fare scena, ma per evitare l’effetto “provo 5 minuti e poi basta”.
Cosa cambia per chi ha già un sito WordPress.
1) Aggiornare e rifinire diventa più lineare.
Con Gene si vede chiaramente la direzione: meno rimbalzi tra pannelli, più coerenza nel flusso di lavoro.
Tradotto: quando devi fare le modifiche che fai sempre (testi, sezioni, CTA, piccoli aggiustamenti), WordPress diventa meno faticoso.
Le modifiche che fai sempre (testi, sezioni, CTA, piccoli aggiustamenti) diventano meno faticose.
2) L’AI entra come assistente, non come strumento separato.
Oggi il workflow AI più comune è ancora questo:
- copia-incolla testo in un tool esterno;
- rielabora;
- ricopia dentro WordPress;
- sistema formattazione;
- spera di non perdere il tono.
Funziona, ma è scomodo.
Con l’evoluzione che sta prendendo WordPress, l’obiettivo è che l’AI lavori dentro il flusso: con contesto, con regole, con azioni controllate.
E qui si vede la differenza tra AI plugin qualunque e “AI integrata con criterio”.
3) Meno plugin buttati dentro per provare.
Questa sembra una nota laterale, ma non lo è.
Molti siti diventano lenti e fragili non per colpa di WordPress, ma per colpa del classico:
“installo questo plugin che forse mi serve”
Se l’AI ti guida meglio nel fare le cose e ti riduce il lavoro manuale, spesso riduce anche la tentazione di riempire il sito di soluzioni provvisiorie.
Cosa cambia per chi deve ancora creare un sito.
Se parti oggi, il problema non è che WordPress sia potente. Il problema è partire senza sentirsi perso.
La direzione è chiara: rendere l’esperienza più accessibile senza trasformare WordPress in un builder chiuso. Base più semplice, libertà intatta.
In questo scenario, l’AI diventa un acceleratore utile soprattutto per:
- superare la pagina bianca;
- creare una struttura iniziale sensata;
- rifinire tono e coerenza;
- fare modifiche rapide senza studiare tutto subito.
La parte interessante per chi è skillato.
Se sei skillato, a te interessa meno “wow” e più:
- stabilità;
- controllabilità;
- coerenza;
- possibilità di estendere.
È qui che le cose come Abilities API e un’architettura basata su agenti (framework che coordina più entità AI) diventano importanti.
Perché cambiano il contesto:
- non devi integrare 10 tool diversi a manina;
- non ti trovi con 10 plugin AI che si pestano i piedi;
- puoi costruire flussi e funzionalità più solide.
In altre parole WordPress sta cercando di rendere l’AI qualcosa che può stare in produzione. Non una demo.
Su Register.it, WordPress arriva già con AI Site Assistant integrato.
Ed è rilevante in questo contesto per un motivo preciso, la direzione che WordPress sta tracciando (integrazione, contesto, meno barriere) è la stessa su cui si muove l’assistente.
AI Site Assistant lavora sul flusso reale:
- ti aiuta a partire (struttura, pagine, contenuti);
- ti aiuta a rifinire (testi, sezioni, CTA);
- ti aiuta a fare modifiche rapide senza girare 40 menu.
La differenza sostanziale è che non è un’aggiunta successiva.
È parte dell’esperienza WordPress sul nostro hosting, quindi più coerente e meno fragile.
Cosa NON aspettarti (così evitiamo delusioni inutili).
L’AI non è bacchetta magica.
Non “capisce il tuo brand” se non glielo spieghi.
Non decide al posto tuo cosa è giusto pubblicare.
E soprattutto, un sito fatto bene resta un mix di contenuti, struttura e scelte intelligenti.
Quello che puoi aspettarti è molto più utile:
- meno tempo sprecato;
- meno frizioni;
- più velocità nel fare cose sensate;
- più ordine nel lavoro quotidiano.
Come iniziare subito con WordPress (senza complicarti la vita).
- Attiva un hosting per WordPress su Register.it.
Ti ritrovi WordPress pronto, senza dover fare installazioni strane o “incastri” manuali. - Apri AI Site Assistant e descrivi il tuo progetto.
Anche due righe bastano: chi sei, cosa fai, cosa vuoi ottenere. Da lì puoi generare una base di pagine e contenuti su cui lavorare (senza partire dalla pagina bianca). - Rifinisci e pubblica, con calma (ma senza perderti nei menu)
AI Site Assistant ti aiuta a sistemare testi, sezioni e CTA in modo rapido. Tu controlli, tu decidi, tu dai il tono. L’assistente ti fa risparmiare tempo sulle parti ripetitive.
Se hai già un sito, vale lo stesso: puoi usarlo per mettere ordine, aggiornare contenuti e fare modifiche più velocemente. E se sei skillato, niente paura, WordPress resta WordPress, con tutta la sua libertà di espressione. Solo con meno attrito.
Questo articolo fa parte di una serie di 7 contenuti dedicati a spiegare come funziona WordPress oggi e cosa è cambiato negli ultimi aggiornamenti.
Leggi gli altri articoli della serie qui:
Ogni articolo affronta un tema preciso (editor, struttura delle pagine, performance, AI) con esempi pratici e senza tecnicismi inutili, per chi ha già un sito e per chi sta pensando di crearne uno.
1. WordPress 6.9 “Gene”: cosa cambia.
2. WordPress come workspace: meno caos, più lavoro
3. Design in WordPress: meno “lotta coi blocchi”, più risultati puliti.
4. WordPress più veloce e più accessibile
5. AI in WordPress: si fa sul serio
6. Capire l’AI in WordPress: Abilities API, MCP Adapter e PHP AI Client
7. Quando l’AI smette di essere una demo e diventa utile.
Fin da piccola comprende che le Barbie sono un’ottima merce di scambio per ottenere le tanto bramate macchinine dai suoi compagni di gioco. I computer sono stati nella sua vita sin da quando era in fasce e ha sempre amato tutto ciò che riguarda i pixel. Nata come webmaster, nerd e appassionata di grafica, amante di viaggi e teatro, spera che un giorno gli informatici facciano amicizia col senso dell’estetica e i copy imparino l’italiano.
