AI in WordPress: si fa sul serio.

L’AI Experiments Plugin non è un giochino: è il laboratorio che prepara le funzioni di domani.

Ogni due settimane spunta fuori “il plugin AI definitivo” per WordPress.
Promette di scriverti i testi, farti la SEO, scegliere le immagini, e probabilmente anche ricordarti di bere acqua e lavarti i denti :D.

Poi lo installi e scopri che:

  • ti genera testi tutti uguali, basici;
  • non capisce il contesto del tuo sito;
  • e dopo due giorni hai fatto più confusione di prima.

AI Experiments Plugin è interessante perché non nasce per venderti una scorciatoia. Nasce per fare una cosa molto più noiosa, e molto più importante:
costruire le basi dell’AI dentro WordPress, fatte bene.

Non è un plugin da usare tutti i giorni per forza.
È un laboratorio pubblico: WordPress ci prova, testa, aggiusta, standardizza. Così domani, quando certe funzioni arrivano nel core o nei prodotti che usi davvero, non sono improvvisate.
Dopotutto è WordPress, quindi diamogli piena fiducia :).

  1. Non è l’ennesimo plugin AI.
  2. A chi serve davvero (e perché ti riguarda anche se non lo installerai mai).
  3. Perché dovresti interessartene?
  4. Il concetto chiave: WordPress non vuole “una AI”, vuole un sistema.
  5. Cosa trovi dentro.

Non è l’ennesimo plugin AI.

Sì, si chiama Experiments. E sì, è un plugin.
Ma il suo scopo non è aggiungere l’AI al tuo sito come fanno gli altri.

Il suo scopo è più strutturale:

  • definire come WordPress dovrebbe parlare con l’AI;
  • definire cosa l’AI può fare in modo controllato;
  • farlo in un modo che non trasformi l’ecosistema in un far west di integrazioni tutte diverse.

Semplificato, WordPress sta cercando di evitare che ognuno inventi la sua AI compatibile con… niente.
E questa è una gran mossa.

A chi serve davvero (e perché ti riguarda anche se non lo installerai mai).

Questo plugin è pensato soprattutto per:

  • chi sviluppa e sperimenta;
  • chi costruisce plugin e integrazioni;
  • chi vuole capire dove sta andando WordPress (anche senza scrivere codice).

Ma ti riguarda anche se non tocchi una riga di codice. Perché è così che funziona WordPress da sempre:

  1. prima si sperimenta fuori dal core;
  2. poi si capisce cosa funziona davvero;
  3. poi, forse, entra nel core o diventa uno standard;
  4. ti ritrovi una funzione utile “normale”, stabile, integrata.

Quindi sì: puoi anche non installarlo mai.
Ma quello che nasce qui oggi, domani può diventare il modo “standard” in cui WordPress gestisce l’AI.

Il concetto chiave: WordPress non vuole “una AI”, vuole un sistema

La parola importante non è “AI”.
È integrazione.

Se l’AI deve essere utile davvero, deve poter:

  • interpretare il contesto del sito (contenuti, pagine, struttura);
  • capire cosa vuoi fare (“sistema questa sezione”, “aggiungi una pagina”, “migliora i testi”);
  • eseguire azioni in modo controllato;
  • farlo senza rompere il resto.

E soprattutto, deve esserci un modo standard per farlo, così che plugin e strumenti diversi non inventino ognuno la propria soluzione, spesso inutile.

AI Experiments Plugin è il posto in cui WordPress sta costruendo una strada comune.

Cosa trovi dentro

(Spiegato facile facile, senza fare il dev su GitHub).

Dentro al progetto ci sono vari pezzi. Non ti faccio l’elenco “da documentazione”, ma ti spiego la logica.

1) Un modo per definire “abilità” (cioè: cosa può fare l’AI).

In WordPress, l’AI non dovrebbe essere un generatore di testo e basta.
Dovrebbe poter fare azioni: riassumere, suggerire, modificare, organizzare, preparare contenuti.

Per farlo bene, serve un linguaggio comune per descrivere queste capacità:
tipo “questa AI sa fare X, Y, Z”.

Questo concetto nel plugin viene formalizzato e diventa un mattoncino importante per tutto il resto.

2) Un modo per collegare WordPress a strumenti AI esterni (senza patchwork).

Qui entra in gioco l’idea di far comunicare WordPress con strumenti AI e servizi esterni in modo “pulito”, non con integrazioni improvvisate.

Il vantaggio è enorme:

  • meno soluzioni fragili;
  • più coerenza;
  • più possibilità di estensione.

3) Un client per usare AI dal lato server (senza prestigibilizzazioni ).

WordPress è fatto principalmente in PHP, ma non solo eh!
Quindi, se vuoi integrare l’AI in modo serio, ti serve un modo standard per farlo dal backend, non solo dal browser.

Questo è uno di quei dettagli sotto il cofano che al lettore non tecnico non cambia la vita, ma per gli smanettoni significa “ok, stanno facendo le cose in modo strutturale”.

4) Integrazioni con strumenti operativi (tipo WP-CLI).

Se sei nel mondo WordPress avanzato, sai cos’è WP-CLI: è la riga di comando che ti fa fare cose velocemente senza passare dall’interfaccia.

Il fatto che WordPress stia pensando a integrazioni di questo tipo è un altro segnale: l’AI non è solo interfaccia carina, è qualcosa che può entrare nei flussi di lavoro reali.

Perché dovresti interessartene?

Anche se non lo installerai mai.
Perché ti introduce 3 concetti importanti:

  1. WordPress vuole un’AI utile, non di contorno, non solo testo, ma azioni.
  2. Stanno progettanto uno standard, non feature isolate, così l’ecosistema può evolvere senza diventare un caos.
  3. L’AI che arriverà nei siti reali sarà più “integrata”, meno improvvisata, e questa è la differenza tra un wow temporaneo e un “mi aiuta davvero ogni giorno”.

Su Register.it offriamo soluzioni WordPress con AI Site Assistant integrato. E proprio per questo ci interessa tantissimo quello che WordPress sta facendo qui, perché significa che l’AI dentro WordPress non sarà un’aggiunta casuale, ma sempre più una parte strutturale dell’esperienza.

E credo che AI Site Assistant sia già un esempio pratico di questa direzione. L’ecosistema sta andando lì. E noi ci siamo già entrati.

Nel prossimo articolo entriamo nel cuore tecnico, ma lo faccio come piace a me: niente codice, niente fuffa.

Ti spiego cosa sono queste componenti, perché esistono e soprattutto quali scenari rendono possibili.

Così capisci non solo cosa stanno facendo, ma perché è una svolta.

Questo articolo fa parte di una serie di 7 contenuti dedicati a spiegare come funziona WordPress oggi e cosa è cambiato negli ultimi aggiornamenti.
Ogni articolo affronta un tema preciso (editor, struttura delle pagine, performance, AI) con esempi pratici e senza tecnicismi inutili, per chi ha già un sito e per chi sta pensando di crearne uno.

Leggi gli altri articoli della serie qui:
1. WordPress 6.9 “Gene”: cosa cambia.
2. WordPress come workspace: meno caos, più lavoro
3. Design in WordPress: meno “lotta coi blocchi”, più risultati puliti.
4. WordPress più veloce e più accessibile
5. AI in WordPress: si fa sul serio
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