Design in WordPress: meno “lotta coi blocchi”, più risultati puliti.

Cosa cambia con “Gene” per chi vuole pagine belle (anche senza essere designer) e per chi i siti li fa sul serio.

Ok, parliamo di design. Quello vero.
Non del tipo “metto un’immagine qui e una lì”. Intendo pagine coerenti, gerarchie chiare, titoli che non sembrano urlare, spazi che respirano, e un sito che non dà l’impressione di essere stato assemblato alle 2 di notte, dopo una sbronza, dal cugino del tuo capo.

Con WordPress 6.9 “Gene” la direzione è sempre la stessa: rendere il lavoro più fluido, soprattutto su impaginazione e coerenza visiva.
E questa è una buona notizia sia se:

  • hai già un sito e vuoi sistemarlo senza perdere mezza giornata;
  • stai partendo da zero e vuoi evitare l’effetto “template anonimo”;
  • sei skillato e vuoi lavorare più velocemente (e litigare meno con i dettagli).

Vediamo cosa significa davvero.

  1. Il punto non è fare grafica.
  2. Se non sei designer: cosa ti cambia.
  3. Se sei skillato: la parte “figa” è che risparmi tempo sulle rifiniture.
  4. Una verità un po’ scomoda: i blocchi funzionano, ma serve un metodo.
  5. Come usare queste novità senza fare danni (mini-checklist pratica).
  6. Cosa ti ho raccontato?

Il punto non è fare grafica.

Il punto è far percepire il sito come professionale.
Quando un sito funziona visivamente di solito non è perché ha effetti speciali.
È perché ha 3 cose, sempre:

  1. coerenza (colori, font, stile);
  2. gerarchia (si capisce cosa leggere e cosa fare);
  3. spaziatura (niente muri di testo e cose attaccate ovunque).

Il problema? In tanti casi arrivarci su WordPress è possibile, sì, ma a volte è più impegnativo di quanto dovrebbe.

Gene continua a spingere perché l’editor e gli strumenti di design siano più pratici, meno a incastro, più sensati nel flusso.

Se non sei designer: cosa ti cambia.

1) Scegliere uno stile e rimanere coerente diventa più facile.

Il classico errore dei siti fatti in casa è questo:

  • una pagina è ok;
  • la seconda sembra un altro sito;
  • la terza è “boh”, è come la coperta fatta a mano effetto patchwork.

Quando WordPress migliora i design tools, il valore per te equivale ameno decisioni inutili e più coerenza automatica.

Cioè ti muovi dentro un sistema che ti aiuta a non fare troppo casino.

2) Impaginare non dovrebbe essere un percorso a ostacoli.

Ci sono cose che dovrebbero essere banali:

  • sistemare un titolo;
  • allineare una sezione;
  • rendere leggibile una pagina servizi.

Se ogni micro-modifica diventa “apro pannelli, cerco impostazioni, provo, annullo, riprovo”, dopo un po’ molli. È normale. Ed è proprio quello che nessuno vorrebbe.

Gene va nella direzione opposta: rendere più lineare questo tipo di lavoro, con strumenti più chiari e un editor che ti accompagna se vuoi fare una pagina un po’ più curata.

Se sei skillato: la parte “figa” è che risparmi tempo sulle rifiniture.

Chi fa siti per lavoro lo sa: il grosso del tempo non lo perdi su creare la pagina.
Lo perdi sulle rifiniture:

  • spaziature che non tornano;
  • titoli incoerenti;
  • componenti riutilizzati male;
  • correzioni rapide che diventano mezz’ora di micro-click.

Quando WordPress rende più sensato il lato design, per te significa:

  • meno complessità nel workflow;
  • più velocità nel portare un sito da “ok” a “fatto bene”;
  • meno ping-pong con clienti (“mi fai questo un filo più grande? no, non così grande…”).

E questa roba, sul serio, è dove si guadagnano ore.

Una verità un po’ scomoda: i blocchi funzionano, ma serve un metodo.

I blocchi in WordPress sono potenti.
Il problema è che se li usi “a sentimento”, senza uno stile coerente, ottieni l’effetto Lego: ogni pezzo è bello, ma l’insieme è confuso.

La direzione di Gene (e più in generale dell’evoluzione dell’editor) è proprio questa: aiutarti a costruire con più coerenza, non solo con più libertà.

E qui ci sta benissimo anche il nostro approccio: su Register.it, WordPress arriva già con AI Site Assistant integrato, che ti aiuta nella fase iniziale (struttura, contenuti, impostazione) e poi nel lavoro quotidiano. Provare per credere.

Non perché il design te lo “inventa” al posto tuo, ma perché:

  • ti fa partire con una base ordinata;
  • ti aiuta a evitare il blocco da pagina bianca;
  • ti permette di fare modifiche senza perderti nella dashboard.

Se hai poco tempo, questo fa differenza. Se non sei skillato, anche!

Come usare queste novità senza fare danni (mini-checklist pratica).

Ti lascio una checklist semplice. Non da designer. Da persona normale che vuole un sito bello e leggibile.

Quando sistemi le pagine, controlla:

  • I titoli sono coerenti? (stesso stile, stessa gerarchia);
  • Le sezioni respirano? (spaziatura: se è tutto attaccato, sembra “cheap”);
  • La call-to-action si vede? (pulsante chiaro, non nascosto);
  • I testi sono leggibili? (paragrafi corti, niente muri, fanno scappare tutti!).

E se sei un po’ più smanettone:

  • pensa la pagina come un percorso logico (chi sei → perché fidarsi di te → cosa fai → cosa deve fare l’utente);
  • riusa blocchi e pattern in modo coerente;
  • evita “ritocchini creativi” qua e là che poi ti esplodono in faccia.

Cosa ti ho raccontato?

In poche parole:

  • WordPress sta spingendo su strumenti di design più pratici e coerenti;
  • per chi non è designer: meno caos e pagine più pulite;
  • per chi è skillato: più velocità nelle rifiniture e nel mantenere coerenza.

E questa parte è fondamentale per il pezzo successivo, perché quando il design è sotto controllo, la domanda diventa: “Ok, il sito è solido. Ma sotto il cofano? È veloce? È usabile? Regge?”. Lo scopriremo.

Nel prossimo articolo parliamo di fondamenta: performance e accessibilità spiegate senza fare i professori.

Perché sì, sono temi tecnici, ma l’effetto è concreto: o le persone restano sul sito, o scappano.

Questo articolo fa parte di una serie di 7 contenuti dedicati a spiegare come funziona WordPress oggi e cosa è cambiato negli ultimi aggiornamenti.
Ogni articolo affronta un tema preciso (editor, struttura delle pagine, performance, AI) con esempi pratici e senza tecnicismi inutili, per chi ha già un sito e per chi sta pensando di crearne uno.

Leggi gli altri articoli della serie qui:
1. WordPress 6.9 “Gene”: cosa cambia.
2. WordPress come workspace: meno caos, più lavoro
3. Design in WordPress: meno “lotta coi blocchi”, più risultati puliti.
4. WordPress più veloce e più accessibile.
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