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Email marketing e privacy: campagne a norma con Flexmail

Come cambiano il tracciamento delle aperture e la misurazione dei risultati. Scopri come gestire il tracciamento delle campagne di email marketing e rispettare la privacy dei tuoi contatti con Flexmail.

Le nuove indicazioni ePrivacy equiparano i pixel di tracciamento delle aperture nell’email marketing ai cookie di profilazione, richiedendo un consenso esplicito e preventivo. Flexmail risolve questo problema tramite l’invio automatico di email senza pixel di tracciamento ai contatti che non hanno fornito il consenso al tracciamento delle aperture, garantendo sia la consegna dei messaggi sia la piena conformità legale.

Questo cambiamento si inserisce in una trasformazione più ampia del modo in cui misuriamo il successo delle campagne email. Il classico Open Rate (tasso di apertura) è sempre meno indicativo e non è più sufficiente per valutare l’effettivo interesse dei destinatari. A modificarne l’affidabilità e le modalità di utilizzo contribuiscono tre fattori:

  1. Filtri automatici e precaricamento (Apple MPP): Dal 2021, sistemi come Apple Mail Privacy Protection pre-scaricano automaticamente le immagini (e quindi i pixel di tracciamento) prima ancora che l’utente apra l’email registrando “finte aperture”. Un’apertura registrata, quindi, non corrisponde necessariamente a un messaggio letto (Fonte: Documentazione Apple Developer Privacy).
  2. I e riassunti in anteprima: I provider di posta (come Gmail) utilizzano sempre più agenti AI per analizzare e riassumere il contenuto dei messaggi in anteprima, aprendo tecnicamente l’email all’arrivo senza che ci sia alcuna interazione umana. Questi meccanismi contribuiscono a rendere meno immediata la distinzione tra aperture reali e attività automatiche, aprendo tecnicamente l’email all’arrivo senza alcuna interazione umana.
  3. Le indicazioni dei Garanti Privacy (ePrivacy): le autorità europee, tra cui la CNIL in Francia e il Garante italiano, hanno chiarito l’applicazione delle regole ePrivacy ai pixel nelle email. In Italia, il riferimento è l’articolo 122 del Codice privacy, che recepisce l’articolo 5(3) della direttiva ePrivacy. Il consenso preventivo è necessario quando non si applicano deroghe. Per le comunicazioni promozionali, può rientrare nel consenso all’invio, purché l’utente venga informato, in maniera chiara e con modalità semplici, sul modo in cui è possibile revocalo.

In questo scenario, valutare una campagna basandosi unicamente sull’Open Rate rischia di restituire una visione parziale dei risultati.

Il cambiamento offre quindi un’opportunità: dare più peso alle interazioni concrete, come i clic e le conversioni e costruire una profilazione basata sugli interessi nel rispetto delle preferenze e dei consensi raccolti.

Vediamo insieme il modo in cui Flexmail ti aiuta a gestire le campagne di email marketing nel rispetto delle scelte degli utenti.

Serve davvero il consenso per i pixel di tracciamento nelle email?
Ripensare le metriche: su cosa concentrarsi oltre l’Open Rate?
Come riorganizzare le automazioni di marketing senza basarsi sulle aperture?
La svolta della profilazione: conoscere davvero i propri iscritti
Come ti aiuta Flexmail a rispettare la privacy nelle campagne email?
Semplifica la tua strategia di Email Marketing con Flexmail

Serve davvero il consenso per i pixel di tracciamento nelle email?

Sì. I provvedimenti del Garante Privacy e della CNIL chiariscono che l’inserimento di un pixel invisibile di tracciamento volto a rilevare l’orario di apertura, l’indirizzo IP o il dispositivo del lettore, rientra nell’ambito dell’archiviazione e dell’accesso a informazioni nel terminale dell’utente.

Di conseguenza:

  • Non è possibile utilizzare il tracciamento delle aperture basandosi sul solo interesse legittimo o sul consenso generico all’iscrizione alla newsletter.
  • Occorre raccogliere un consenso specifico tramite un form dedicato che abbia la casella del consenso non preselezionata).
  • In assenza del consenso al tracciamento, le email devono essere recapitate senza pixel di tracciamento.

Valutare le campagne solo in base alle aperture non è più un indicatore affidabile. L’attenzione si sposta su metriche di interazione reale: Click-Through Rate (CTR), Tasso di Conversione e Igiene delle Liste.

Ripensare le metriche: su cosa concentrarsi oltre l’Open Rate?

Misurare le performance dell’email marketing rimane fondamentale, ma occorre focalizzarsi sui dati che indicano un reale coinvolgimento da parte dei destinatari:

  • Click-Through Rate (CTR su invii consegnati): Calcolato dividendo il numero di clic unici per le email effettivamente consegnate. A differenza dell’Open Rate, un clic richiede un’azione consapevole: l’utente ha letto l’email, ha trovato un valore e ha deciso di approfondire.
  • Perché il CTOR non basta più: Il Click-to-Open Rate (clic rispetto alle aperture) calcola quanti di coloro che hanno aperto hanno poi cliccato. Se il dato sulle aperture è falsato da bot o pre-caricamenti, anche il CTOR diventa poco affidabile. Il CTR diretto è oggi l’indicatore più solido (Fonte: Report Litmus ROI Email Marketing).
  • Tasso di conversione: Quanti utenti, dopo aver cliccato nell’email, completano l’azione desiderata sul tuo sito web (acquisto, iscrizione a un evento, richiesta di preventivo)?
  • Qualità della lista e bounce: Monitorare i bounce rate e le disiscrizioni ti aiuta a mantenere la lista pulita e a proteggere la reputazione del tuo dominio di invio.

Come riorganizzare le automazioni di marketing senza basarsi sulle aperture?

Molti flussi automatici tradizionali sono stati costruiti sulla logica “Se l’utente apre l’email A, invia l’email B”. Come adattare queste sequenze al nuovo scenario?

  • Email di benvenuto basate sul tempo o sui clic: Invece di far partire il secondo messaggio di benvenuto dopo l’apertura del primo, imposta una scansione temporale fissa (es. 3 giorni dopo l’iscrizione) oppure attiva l’invio successivo solo se l’utente ha cliccato su un link specifico presente nella prima email.
  • Campagne di ricoinvolgimento (Re-engagement): Definisci “inattivo” non più un contatto che “non apre da 90 giorni”, ma un contatto cje “non clicca o non acquista da 180 giorni”. È un criterio molto più veritiero per identificare chi è ancora interessato al tuo brand.
  • Assegnazione di un punteggio di interesse (Lead Scoring) basato sulle azioni reali: Attribuisci dei punti al profilo dell’utente quando visita pagine chiave, scarica una risorsa o clicca su determinate categorie di prodotto, piuttosto che sull’apertura passiva di un messaggio.

La svolta della profilazione: conoscere davvero i propri iscritti

Quando i tracciamenti “invisibili” diminuiscono, la soluzione migliore è chiedere direttamente agli utenti cosa desiderano ricevere.

Utilizzare la profilazione progressiva permette di arricchire il database in modo etico e consapevole.

Ecco qualche consiglio:

  1. Form d’iscrizione essenziali: Richiedi solo le informazioni fondamentali al momento della registrazione per ridurre le barriere all’ingresso.
  2. Preference Center attivo e personalizzato: Permetti agli utenti di scegliere la frequenza di invio e gli argomenti di loro interesse all’interno di una pagina dedicata.
  3. Tag automatici sui clic: Assegna tag d’interesse in base ai link cliccati nelle email promozionali per inviare comunicazioni sempre più personalizzate e rilevanti.

Come ti aiuta Flexmail a rispettare la privacy nelle campagne email?

Con l’equiparazione dei pixel di tracciamento delle aperture alle regole della direttiva ePrivacy, Flexmail di Register.it ti mette a disposizione un’infrastruttura già pronta che gestisce gli aspetti tecnici in automatico:

  • Invii dinamici senza pixel: Il sistema traccia automaticamente chi ha fornito il consenso al tracciamento delle aperture. Per i contatti che non lo hanno fornito, Flexmail invia una versione dell’email priva di pixel, garantendo comunque la consegna del messaggio.
  • Form d’iscrizione e opt-in trasparenti: I moduli di iscrizione integrano direttamente un riquadro opzionale (non deselezionabile per default) per il consenso al tracciamento, permettendoti di raccogliere i dati in modo chiaro e a norma.
  • Campagne di richiesta consenso automatiche: Puoi inviare un’email ai tuoi contatti per richiedere l’autorizzazione al tracciamento in pochi clic.
  • Centro preferenze per l’utente: Nella pagina di profilo, ogni destinatario può scegliere se gestire le proprie preferenze di tracciamento senza doversi disiscrivere dalla tua lista.
  • Focus sul tracciamento dei clic: Flexmail ti fornisce dei dati di reale valore: i clic sui link. I clic indicano un’azione deliberata e un effettivo interesse verso i tuoi prodotti o servizi.

Leggi anche: “Flexmail: L’email marketing “Made in Europe” ora su Register.it“

Semplifica la tua strategia di Email Marketing con Flexmail

Adeguarsi alle nuove linee guida non significa complicare il proprio lavoro, ma adottare strumenti più moderni, precisi e rispettosi dell’utente.

Con Flexmail hai a disposizione una piattaforma completa che trasforma i cambiamenti normativi in un vantaggio competitivo, permettendoti di focalizzarti solo su ciò che conta davvero: creare contenuti di valore per i tuoi clienti.

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