Il 1° gennaio 2019 è una data quasi storica per l’Italia: da quel giorno non di possono più emettere fatture cartacee ma solo elettroniche, una vera a propria rivoluzione che segnato un percorso di digitalizzazione nazionale stravolgendo la gestione dei documenti nei rapporti B2B.
Facciamo rapido bilancio sulla fatturazione elettronica ad un anno dall’entrata in vigore dell’obbligo, commentando i risultati ottenuti e le prospettive future.
L’obbligo di fatturazione elettronica ha coinvolto nel 2019 circa 2,8 milioni di Partite IVA. Gli esonerati sono stati invece circa 2,2 milioni.
Secondo i dati provenienti dal Sistema di Interscambio, aggiornati a dicembre 2019, il numero di fatture scambiate in digitale è stato di 1.824.757.078 così ripartito:
• 54% di fatture B2B
• 44% di fatture B2C
• 1,5% di fatture verso la PA.
Le fatture emesse hanno veicolato un valore complessivo di 3.733.255.184.240 € producendo una raccolta IVA di 330.792.124.205 € per le casse dello Stato.
Come spesso accade per le novità, anche la fatturazione elettronica B2B all’inizio ha generato dubbi e perplessità in chi ha dovuto confrontarsi con il nuovo metodo di gestione delle fatture.
Inizialmente ci sono stati anche molti scarti da parte del Sistema di Interscambio dovuti, da una parte alla poca esperienza con il nuovo processo e dall’altra ad alcuni errori tecnici impossibili da prevedere prima dell’avvio.
Al di là di queste naturali e comprensibili problematiche iniziali, l’avvio della fatturazione elettronica è stato molto buono. Nel coso dell’anno gli sporadici problemi tecnici sono stati risolti e le persone hanno preso sempre più dimestichezza con il nuovo processo, iniziando a percepirlo non più solo come un obbligo ma come un vantaggio.
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Molte aziende, sperando in una proroga dell’ultimo minuto, hanno inizialmente risposto all’obbligo di fatturazione elettronica sostituendo il file PDF della fattura cartacea con un file XML, senza dotarsi di un vero e proprio processo di coordinazione digitale.
Nel corso dei mesi invece si è sentita sempre di più l’esigenza di dotarsi di strumenti evoluti in grado, non solo di assolvere l’obbligo legale, ma anche di migliore i flussi verso la dematerializzazione dell’intero processo di gestione della fatturazione.
Se da una parte la consapevolezza dell’importanza della fatturazione elettronica è cresciuta nel corso del 2019 e anche vero che oggi, ad un anno di obbligo, non tutte le aziende hanno intrapreso questo percorso di innovazione digitale limitandosi a rispondere all’obbligo inviando e ricevendo fatture in formato XML.
L’anno che si è appena concluso deve essere considerarsi come un anno di assestamento di un processo di fatturazione elettronica che dovrà consolidarsi del 2020 diventando sempre più una comodità oggettiva invece di un obbligo.
La speranza dunque è che la fatturazione elettronica porti sempre di più le aziende ad approfittare degli strumenti digitali di fatturazione elettronica, come il servizio offerto da Register.it, per gestire la fatturazione e i flussi di documenti in modo sempre più efficiente, con la consapevolezza che un processo digitale permette un maggiore controllo e una maggiore semplicità di gestione di tutto l’impianto documentale aziendale.
Copywriter, Marketing Specialist e Communication lover. Da sempre appassionata ai libri e alla scrittura, mi occupo di creare contenuti per il web ma non posso rinunciare al mio primo amore: la carta e la penna! Fuori dal web viaggio, cerco di tenermi in forma e soprattutto faccio la mamma.
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