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Capire l’AI in WordPress: Abilities API, MCP Adapter e PHP AI Client.

Come funziona davvero l’AI dentro WordPress.

Se hai letto l’articolo precedente sull’AI Experiments Plugin, hai già colto il punto. WordPress non sta cercando “l’AI che scrive testi”. Sta cercando un modo standard, controllato e sostenibile per integrare l’AI nel suo ecosistema, senza trasformarlo in un collage di soluzioni fragili.

Ora entriamo nel cuore più tecnico.
Niente codice, niente Wikipedia, promesso.

Ti spiego cosa sono Abilities API, MCP Adapter e PHP AI Client, e soprattutto perché esistono.
Perché è qui che si decide se l’AI in WordPress diventerà qualcosa che usi davvero, oppure una feature che provi cinque minuti e poi dimentichi.

  1. Perché servono “pezzi” separati e non un’unica mega-AI.
  2. Abilities API: definire cosa l’AI può fare (e cosa no).
  3. MCP Adapter: il “ponte” tra WordPress e i tool AI esterni.
  4. PHP AI Client: l’AI che gira “bene” anche lato server.
  5. Ok, ma cosa abilita tutto questo? Fammi capire cosa ci farò io.
  6. Dove entra Register.it (senza venderti il solito fumo).

Perché servono “pezzi” separati e non un’unica mega-AI

Molti immaginano l’AI così:
“Metto ChatGPT dentro WordPress e via.”

Sì, certo. È un po’ come montare un motore Ferrari su una bici: tecnicamente qualcosa si muove, ma non è esattamente una grande idea.

WordPress è un sistema enorme e complesso: temi, plugin, editor, ruoli, permessi, sicurezza, flussi diversi.
Se vuoi integrare l’AI in modo serio, devi separare tre livelli fondamentali:

  • Cosa l’AI può fare;
  • Come WordPress comunica con servizi AI esterni;
  • Come tutto questo viene gestito lato backend, in modo coerente.

Ed è qui che entrano in gioco i tre protagonisti di questo articolo.

Abilities API: definire cosa l’AI può fare (e cosa no)

La Abilities API serve a definire azioni specifiche che un sistema AI può eseguire all’interno di WordPress, in modo dichiarato e integrabile.

Parliamo di compiti ben circoscritti, ad esempio:

  • riassumere un contenuto;
  • suggerire titoli alternativi;
  • generare un alt text;
  • proporre una struttura per una pagina;
  • supportare il miglioramento di una call-to-action.

Non è solo generazione di testo.
È un modo per dire: questa cosa l’AI può farla, in questo contesto, con queste regole.

Perché è importante (anche se non sei tecnico)

Senza un sistema di “abilità” condivise:

  • ogni plugin inventa il suo modo di usare l’AI
  • ogni integrazione è diversa
  • il risultato è fragile e difficile da mantenere

Con le Abilities, invece, WordPress può stabilire un terreno comune.
Ed è il tipo di noia strutturale che, nel tempo, evita problemi grossi.

MCP Adapter: il “ponte” tra WordPress e i tool AI esterni

Qui la parte nerd diventa interessante, ma restiamo con i piedi per terra.

MCP (Model Context Protocol) è un meccanismo sperimentale pensato per facilitare la comunicazione tra WordPress e servizi AI esterni, mantenendo separata la logica di integrazione dal singolo provider.

Il MCP Adapter serve proprio a questo: evitare integrazioni rigide o “su misura” per ogni tool.

In pratica: cosa risolve?

A evitare la situazione classica:

  • oggi integri un tool AI;
  • domani cambia qualcosa (API, parametri, autenticazione);
  • e ti ritrovi con una roba rotta e da fixare.

Con un adapter e un protocollo condiviso, l’obiettivo è un altro: rendere più semplice testare, sostituire e far convivere strumenti diversi senza riscrivere tutto ogni volta.

Non è plug-and-play.
È un tentativo serio di non vivere di hack.

PHP AI Client: l’AI che gira “bene” anche lato server.

WordPress è PHP. Fine.
Se l’AI deve essere integrata davvero, non può vivere solo di chiamate improvvisate dal browser o di soluzioni “creative” nei singoli plugin.

Il PHP AI Client è il tentativo di dare a WordPress (e agli sviluppatori) un modo coerente per:

  • chiamare modelli AI dal backend;
  • gestire richieste e risposte in modo pulito;
  • evitare che ogni plugin faccia la stessa cosa, ma peggio.

Perché interessa anche ai non tecnici.

Perché quando una piattaforma standardizza questi passaggi, succede una cosa bellissima: le funzionalità diventano più stabili e meno “beta eterna”.

E quando qualcosa è stabile, tu la usi sul serio. Non “provo e vediamo”.

Ok, ma cosa ci faccio con tutto questo?

Questi componenti non fanno magie, rendono però possibili sperimentazioni più strutturate, ad esempio:

  • supporto contestuale nell’editor, senza dover uscire da WordPress;
  • suggerimenti su contenuti, titoli e testi basati sul contesto del sito;
  • integrazioni più coerenti tra plugin e strumenti diversi;
  • flussi di lavoro meno frammentati.

Ed è questa la parte interessante: non AI “per fare scena”, ma AI che entra nel flusso di lavoro quotidiano.

Dove si colloca Register.it?

Su Register.it, WordPress arriva già con AI Site Assistant integrato.
Ed è rilevante proprio per questo, perché la direzione che WordPress sta prendendo, standard, integrazione e meno improvvisazione, è la stessa su cui si muove l’assistente.

AI Site Assistant non è un generatore di testi fine a sé stesso.
È uno strumento pensato per aiutarti a costruire e gestire il sito con meno complessità, lavorando sul contesto e sulle operazioni reali.

In altre parole: WordPress sta costruendo la strada, e noi ci stiamo già camminando sopra.

Nel prossimo articolo chiudiamo il cerchio: prendiamo Gene + AI Experiments e li traduciamo in una domanda concreta:

“Ok, e io che ci faccio?”

E lì il collegamento con l’uso quotidiano (e con AI Site Assistant, integrato nel nostro WordPress) diventa finalmente pratico, non teorico.

Questo articolo fa parte di una serie di 7 contenuti dedicati a spiegare come funziona WordPress oggi e cosa è cambiato negli ultimi aggiornamenti.
Ogni articolo affronta un tema preciso (editor, struttura delle pagine, performance, AI) con esempi pratici e senza tecnicismi inutili, per chi ha già un sito e per chi sta pensando di crearne uno.

Leggi gli altri articoli della serie qui:
1. WordPress 6.9 “Gene”: cosa cambia.
2. WordPress come workspace: meno caos, più lavoro
3. Design in WordPress: meno “lotta coi blocchi”, più risultati puliti.
4. WordPress più veloce e più accessibile
5. AI in WordPress: si fa sul serio
6. Capire l’AI in WordPress: Abilities API, MCP Adapter e PHP AI Client

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